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mercoledì 13 giugno 2012

Meglio Colt o AK? La domanda tipica

Mi piacerebbe fare una rapida quanto veritiera recensione al cervello dei giocatori. Non si tratta di una critica ma di un commento costruttivo quanto ammonitivo a causa di quanto sento sempre più spesso, certamente la fonte non è delle più autorevoli (google answer) ma di pari passo anche parlando in forum e chat mi rendo conto che i cervelli funzionano più o meno nella stessa maniera.

La prima domanda è:
Meglio Colt o AK?

Da qui potrebbe venirne una guerra sociale, uno scontro tra virtuosi della dialettica, della tecnica e della scienza ma sempre più spesso vi renderete conto che si tratta in verità di mere preferenze di gusti. Molti praticanti del nostro sport si lasciano trasportare infatti da questi gusti personali credendo che tutto si basi sul mi piace il Famas più dell' L85 o l'M16 più dell AK47 ma dopo qualche anno (quelli che durano) si rendono conto che la questione si fa molto più particolare, molti non lo capiscono e continuano a comprare fucili man mano che escono poi rivendendoli rapidamente dopo un qualhe tempo, nella fattispecie farei l'esempio del MASADA. Quando uscì fecero letteralmente a schiaffi per comprare questo modello, tutti sembravano volere un Masada e sembrava che il mondo girasse attorno ai Masada tanto che leggiamo spesso:

Perfetto in ogni parametro tecnico, ma in estetica è imbattibile . mia arma migliore nei videogames e nel softair

Il più bel fucile che abbia mai visto

Un mitragliatore spettacolare, il migliore per iniziare a giocare a softair

eccetera

eccetera

eccetera
Ma dopo nemmeno due mesi molti compratori rivendevano il proprio Masada. Ma perchè? Perchè era la moda.


LA DIFFERENZA TRA ESTETICA E FUNZIONE Per quanto io abbia preferenze di estetica sono ben lungi dal dire che un'arma è meglio di un altra prima di aver visto chi la utilizzerà. Vuoi iniziare a giocare? Beh inizia con un fucile che te lo permetta, magari sarete spinti dalla moda dei videogiochi, dei film e dell'estetica ma prima di spendere 500€ e passa euro provateli da qualcuno che li ha già, imbracciateli, saggiateli, teneteveli un pò al fianco. I fucili sono un pò come le donne: Se sono solo belli non ci fate un'emerita mazza. Se parliamo di estetica avremmo senza dubbio come nota positiva la serie G36 (che personalmente adoro), la serie AUG (sopratutto gli ultimi fratellini), la serie ACR perchè no e la serie PTW e i nuovi FAL poi in sordina passano i Colt e gli AK che senza dubbio vengono schiaffati agli ultimi posti perchè in effetti brutti, e quello è innegabile, sono brutti. Ma tra questi quali preserisco usare? Gli AK ebbene si. E in effetti uso certi ferracci quando gioco che tutti storcerebbero il naso alla fin fine ma lo faccio perchè sono comodi, quello mi serve.

Ma comodi perchè? Vi chiederete.

Perchè il fucile deve essere adatto e per esserlo dovremmo analizzare dei parametri ben precisi. Certo se giocate con caricatori da 6000 bb bianchi sparando nubi di pallini senza mirare ma solo saturando colli e montagne è un'altra faccenda ma ammettiamo che non facciate i bimbominchia ma che siate tecnici e concreti.

Le tacche di mira.
Una buona carabina, fucile d'assalto, mitragliatrice et similia per essere veramente comoda deve avere un sistema di puntamento intuitivo e comodo. Facciamo deli esempi: Colt M4, M14, AK 47, Fa Mas, FAL, Guardateli un pò, poi proseguite nella lettura.



Che avete notato? Che alcuni sono fighi ok... Poi? Che sono tutti molto diversi e sopratutto che hanno due cose fondamentali che li contraddistinguono, ma cosa? In primo luogo le tacche di mira e poi il calcio. Le tacche di mira sono la parte principale di questo articolo perchè definiscono quanto una ASG sia veloce nel puntamento. E come si determina quanto sia intuitiva e veloce? Per capirlo è necessario provarle ma ve lo spiegherò brevemente. In primis quella posteriore deve essere avanzata perchè più è vicina alla mano che sorregge il fucile (e quindi a quella anteriore) e più sarà veloce il puntamento e in secondo luogo deve essere "spaccata" ovvero una tacca che si collima con un asticella e non un cerchietto con un asticella o un foro con un altro foro o una tacca con un foro e via così e sopratutto devono essere all'incirca da metà fucile al frangifiamma cosicchè non ci troveremo obbligati ad allineare con fatica la testa alla mano che lo impugna e a sollevare la punta per allinearlo. Quindi già da questa prima analisi noteremo quanto segue:


In quelli elencati quindi intuiremo che i più istintivi sono l'AK47 e L85, chi lo avrebbe detto? Proprio i più brutti (anche se a parere mio anche il FaMAs si presta bene ma in quel caso la mia preferenza è data dalla lunghezza del mio avambraccio che mi permnette di imbracciarlo comodamente.

Per quanto riguarda il calcio direi che è fondamentale. Un calcio dritto e troppo lungo o tozzo diverrebbe presto scomodo e stancante o addirittura limitante per l'operatore in quanto potrebbe essere eccessivo per la lunghezza totale delle braccia di chi lo porta e quindi inutilizzabile. Osservando questo potremmo dire che il migliore in assoluto da quel punto di vista è il COLT, senza nemmeno pensarci troppo su, regolabile in lunghezza, a volte in alzo e del tutto personalizzabile per quanto riguarda adattabilità e "abbattibilità" per meglio trasportarlo o stoccarlo se necessario. Quindi ci troviamo con un comodissimo calcio Colt, una pensata eccezionale quella del tubo che ha raggiunto l'apice con il tubo abbattibile. Anche calci inscatolati come quelli dell'L85 e del Fa mas trovano facilmente degli amatori, tuttavia troviamo comodi anche i calci inclinati dell'AK 45 se imbracciato e quello dell'M14 per le posizioni di tiro. Insomma Il calcio è OGGETTIVO per quanto riguarda l'uso e sopratutto la lunghezza delle vostre braccia. Altro dato fondamentale è il peso. E' inutile se siete dei mingherlini poco preparati mettervi in testa di imbracciare una M60 e andare alla ventura, vi rovinereste una giornata.

UN FATTORE DI PRECISIONE Se prendete un qualsiasi fucile noterete che la cosa che subito salta all'occhio è la lunghezza della canna. Il principio del fucile vero è lo stesso che per i nostri. Una canna lunga e prestante è meglio di una corta e grezza. Quindi possiamo dire che la precisione di una nostra replica è relativa alla lunghezza della canna? NI. PErchè è relativa alla lunghezza della canna INTERNA che ovviamente scorre dentro quella esterna. Osservate:


Quello che vedete è la posizione dell'hop up e la lunghezza della canna interna. Ciò determina una cosa chiara. Il miglior rapporto compattezza/canna interna è dato dal FA MAS, dal L85 e da fucili che chiaramente sono lunghi di loro. Se volete giocare realmente di precisione ma con canne corte le principali scelte da ponderare sono lo steyr AUG, l'85 e il Fams e tutti quei fucili che hanno il sistema bullpup dato che in quella maniera l'hop up permette di far scorrere la canna tutta dentro la replica permettendo a sua volta una notevole precisione.

I CONSIGLI DELL'ESPERTO Non vi fidate del consiglio "E' meglio questo di quello". Assolutamente, potete chiedere se è meglio un M4 cqb di un M4 ris o un AK 47 di un AK47S o U ma mai permettere di dire che un fucile è meglio dell'altro se sono di tipo differente, sarete voi a dirlo imbracciandolo e provandolo, tanto alla fine qualcuno che li presta per un game o un negozio che vi permette di tenerlo in braccio e saggiarlo si trova sempre! Spero di essere stato utile ragazzi, buon divertimento e ricordate:

Noi giochiamo a fare la guerra, non facciamo la guerra per gioco.

venerdì 8 giugno 2012

Invecchiamento AK 47

C'era una volta un AK47 Cyma.

C'era una volta. Si perchè una volta che ne prendo in mano uno lo lascio alle spalle e lo trasformo, come è giusto che sia e come è chiaro che debba essere. L'AK in questione, nella sua più sfrenata e classica versione è un usato comprato un pò faticosamente che di per se non presentava grossi problemi. Una poca cura interna e qualche perdita del gruppo aria erano i problemi principali di questa replica "Ready to battle" che di per se una volta tolta dalla scatola da nuova è prontissima e perfetta per iniziare a giocare. Ma scendiamo un pò nel dettaglio tecnico del "Ferro".
L'ultimo Cyma che mi è capitato sotto mano è stato nel lontano 2003, agli arbori in pratica e rimasi sconcertato per quanto fosse terribile utilizzare una replica del genere (aveva addirittura il gear box di plastica ma aprendo questo mi sono rincuorato per molti versi. Certo, non si trattava certamente di un gear box professionale essendo un Cyma Shoot & recoil ma senza dubbio alcuno era più resistente e massiccio dell'antenato plasticoso, ad ogni modo l'ho preso e l'ho tolto. Punto. Al posto del Cyma avrei posto un gear box Classic Army, con terna della stessa marca, pistone e molla Systema, boccole cuscinettate e testa antivuoto, un buon spingipallino e dopo averlo spessorato a modo e ingrassato ho richiuso tutto (Ho avuto il magico "clack" subito sta volta! Starò mica diventando bravo?) tuttavia così facendo il coperchio della culatta non si chiudeva, disdetta! A quel punto ho controllato e sistemato quelo che già c'era; controllato il gruppo aria e ho provato qualche raffica, mi sono considerato contento solo cambiato anche il gommino dell' Hop Up. Eccellente, funziuonava, ma non mi sarei perso d'animo, appena avrò due minuti di fila per fare le cose con pazienza troverò il modo di metterci un gear box professionale. Il più delle modifiche però le ho fatte esternamente anche se alla fine non hanno cambiato assolutamente la forma estetica del fucile ma solo la sua "credibilità".


Dopo averlo completamente smontato pezzo per pezzo mi son dedicato al legno e dopo una profonda quanto lunga smerigliata per riportare a nudo il materiale (addirittura abbastanza buono oserei dire), l'ho ususrato dandogli un senso di vissuto strofinandolo senza troppo vigore su una parete grezza, dopodichè è stato spazzolato per bene e pulito con una pezzuola appena inumidita, infine ho reso il colore del legno definitivo con una miscela di impregnante professionale color Palissandro, dopo tre mani il risultato era accettabile. Se non altro era legno credibilmente usato e credibilmente lavorato. Un consiglio vivo per chi si cimenta in una cosa del genere è di dare la stessa mano con insistenza quasi la si volesse stendere più volte, quando vi renderete conto che è in via di asciugatura potrete riprendere con il sistema base, ovvero attendere un pò e stendere le mani successive.

Il metallo si è rivelato un pò più bastardo, premettendo che senza alcun dubbio era alluminio e una lega pressocchè sconosciuta in almeno due parti del fucile mi sono dovuto accontentare di un momentaneo carteggio e invecchiamento "storico". Da notare che delta di mira, canna, riceiver, body e coperchio di culatta sono di materiali diversi riunibili per somiglianze in tre gruppi, ma è un problema pressocchè relativo se prendiamo in considerazione che comunque il fucile DEVE avere l'aspetto di un rudere usato e usurato, come quelli nelle foto di esempio. Dunque via. Inizia l'avventura dello sverniciamento e della brunitura.

Per quanto riguarda il metallo la soluzione più indolore ed economica è stata la paglietta metallica, si proprio quella che si usa in cucina. Un volta presi i singoli pezzi ho iniziato a carteggiarli con la spugnetta in modo da mettere in risalto i dettagli in rilievo e indebolendo allo stesso tempo la laccatura delle superfici piane, otterremo così un fucile con tutti i dettagli in risalto (le zone di massima usura) e le parti meno sporgenti più scure. Una prima occhiata però non mi dava un buon senso di reale e quindi l'ho scrosta tutta con uno sverniciatore in gel multimateriale, badate bene di smontare intermanete il fucile quando andrete a fare una cosa del genere! Una goccia di quel gel sul gear box o NEL gear box o nell'hop hup potrebbe rivelarsi letale per il corretto funzionamento del fucile. A quel punto il risultato era metallo puro argenteo! Malgrado fosse possibile rendere il fucile brunito con del "Blue" per fucili ho preferito fare delle prove meno aggressive e profonde iniziando un lavoretto basato sul brunitore classico per fucili. Ogni volta che stenderete il prodotto fate attenzione perchè inizialmente apparirà ARANCIONE e BLU. Non allarmatevi e aspettate l'asciugatura per riprendere poi una seconda mano ed eventualmente una terza e se non foste soddisfatti una quarta e via così. Dopo quattro passate sulle zone meno soggette alle intemperie circa il risultato è accettabile e mi considero soddisfatto, la culatta e il recpero gas hanno solo una mano e "mezza" per lasciare l'ossido color arancio e quel tono di sciupato.

Quello che vedete all fine è un buon risultato che trasforma un giocattolo in una replica accettabile sia meccanicamente che esteticamente pronta alla prova del campo in tutto il suo classico e sfrenato splendore.

Una replica pronta alla vendita da 180€ circa.

Note sull'AK 47

Che sia brutto è innegabile, l'AK47 è un fucile che esteticamente fa storcere il naso ma che una volta provato lo si ama follemente. contro ogni aspettativa è leggero, maneggevole, è comodo, sottile, è basso, ha una mira molto istintiva e una struttura molto robusta se comprato di una marca credibile in metallo. Alla fine ci si fa quasi l'abitudine e si scopre quanto un AK 47 faccia parte dei fucili "preferiti" e perchè molti operatori reali lo scelgano per quasi tutti i teatri di guerra (calibro e manutenzione a parte dato che nel nostro caso non c'è differenza tra replica e replica). L'unica cosa che mi rincresce che dal modello che ho preso mancavano elementi, insomma il venditore poco onestamente o in buona fede mi portò questo fucile con sei viti in meno, un calciolo senza guida, senza perno di ritegno del paramano, insomma, abbastanza maltrattato. A me i fucili così non piacciono. Li cullo, li coccolo, li faccio rinascere e infatti eccolo qui. Come è giusto che sia.

UN PO' DI STORIA

Avtomat Kalašnikova obrazca 1947 goda (dal russo Автомат Калашникова образца 1947 года: fucile automatico Kalašnikov modello 1947), meglio noto come AK-47, è un fucile d'assalto progettato appunto nel 1947 da Michail Timofeevič Kalašnikov, allora sottufficiale dell'Armata Rossa dell'Unione Sovietica.

L'AK-47 o, come è popolarmente noto, "Kalashnikov" (in traslitterazione anglosassone) fu il capofila di una vastissima serie di armi ispirate alle sue concezioni meccaniche, balistiche e d'impiego, per lo più adottate da paesi in qualche misura legati all'Unione Sovietica.

È stato affermato che non meno di 50 eserciti regolari lo adottino come arma d'ordinanza e che ne siano stati prodotti più di 100 milioni di esemplari. La sua robustezza e semplicità ne hanno fatto un'arma popolare anche tra i soldati di quelle nazioni che usano armi diverse dall'AK 47 (M16, G3, M14).

In Italia, viene spesso utilizzato da criminali, poiché è facilmente reperibile sul mercato clandestino, come "residuato bellico" dei vari conflitti che hanno accompagnato la dissoluzione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Consci del potere della suggestione e del valore tecnologico dell'arma, i sovietici fecero circolare, durante la guerra fredda, una leggenda sulle modalità della sua ideazione.

Secondo la versione "ufficiale", il sergente dei carristi Kalašnikov, ferito durante la seconda guerra mondiale, nel suo letto d'ospedale avrebbe a lungo riflettuto sulla possibilità di realizzare un'arma che potesse garantire all'Unione Sovietica un'adeguata supremazia d'armamento. Una seconda versione afferma che l'idea fosse quella di dotare di un'arma efficace i carristi rimasti appiedati, in modo di permettere loro di dare supporto alla fanteria. Avendo saputo che i comandi strategici del Cremlino erano alla ricerca di un'arma da breve raggio che potesse usare una cartuccia di calibro 7,62 mm, già usata per il poco soddisfacente Simonov SKS, avrebbe subito pensato alla possibilità di realizzare qualcosa di simile all'StG-44, lo strabiliante Sturmgewehr tedesco nel frattempo messo in campo, mantenendone le qualità e correggendone i difetti.

La CIA, ribatté che la leggenda fosse pura propaganda, sostenendo che si cercasse di sfruttare il nome di un eroe di guerra per ammantare di sentimenti idealistici una frenetica ricerca condotta da diversi gruppi di armaioli; comunque la ricerca, anche secondo gli americani, puntava a costruire l'arma intorno al calibro, ed il progetto fu sviluppato con questo preciso obiettivo.

L'AK-47 è particolarmente all'avanguardia relativamente agli anni del suo sviluppo ed entrata in servizio. Prende molte delle sue soluzioni tecniche dallo StG-44 (o MP44) del quale costituisce, secondo alcuni, l'evoluzione. Il sistema di presa di gas dell'AK-47 è posto superiormente alla canna poco oltre la metà della lunghezza di questa e connesso diagonalmente, spesso ai lati sono presenti 4 fori per lo sfogo del gas eccedente, all'interno trova posto il pistone che produce l'arretramento dell'otturatore.

Canna

La canna dell'AK-47 è — nella configurazione standard — lunga 414 mm (senza eventuale compensatore), le rigature sono 4 con andamento destrorso, la tecnica di rigatura è variabile e possono trovarsi esecuzioni per brocciatura (intaglio a punto singolo con broccia elicoidale) oppure per rotomartellatura. La foratura della canna degli AK-47 è varia, vista la molteplicità delle produzioni: generalmente si può affermare che (con buona pace della dicitura del calibro) la normale foratura è 310 millesimi di pollice.
Meccanismo di sparo Spaccato dell'AK-47 illustrante la sua meccanica Poche armi hanno esercitato un'influenza culturale quanto l'AK-47. Nell'immagine, il fucile è riprodotto sulla bandiera del Mozambico. In alcuni paesi africani, è diffuso il nome proprio "Kalash", diminutivo di Kalashnikov.

La catena di scatto si distingue per semplicità e funzionalità. Essa si basa sull'azione di tre denti d'arresto sul cane (infatti l'arma ha un sistema di percussione indiretto con cane interno). Il dente d'arresto e quello disconnettore sono automaticamente azionati dal grilletto mentre il dente ritardatore è attivato dal movimento del portaotturatore.

Il dente ritardatore funge da dispositivo di sicurezza in quanto evita che il cane possa colpire il percussore se non ad otturatore chiuso; il dente disconnettore può venir bloccato da un'appendice del selettore (prevenendo così il riaggancio del cane fino a grilletto premuto).

Organi di mira
Le mire del Kalašnikov sono di tipo aperto e pertanto assimilabili a quelle tradizionalmente adottate dalle forze armate russe dal 1891 su praticamente ogni arma leggera. Esse sono formate da un mirino e da una tacca di mira. La tacca di mira è installata su di un alzo tangente graduato in metri e con un fondo scala di 800 m, il mirino invece è formato da un piolo inserito su una struttura vicino alla volata della canna ed è protetto da due generose alette laterali. Per il tiro notturno sono in dotazione tacca di mira e mirino fosforescenti agganciabili rapidamente alle corrispondenti parti dell'arma.

Caricatore Per la sua diffusione universale, l'AK-47 è "materia di studio" per le truppe speciali di tutto il mondo.

Il sistema di alimentazione del Kalašnikov è formato da un caricatore bifilare[6] dalla capienza di 20/30 cartucce. I caricatori sono realizzati in lamiera stampata e hanno forma ricurva (detta anche a banana), con un sistema di aggancio estremamente robusto, composto da un attacco anteriore e uno posteriore.

Dietro alla sede del caricatore si trova il relativo pulsante di sgancio, che ritrae l'attacco posteriore svincolando il pezzo. Castello

Il castello è probabilmente una delle parti più interessanti dell'arma.

La prima versione dell'AK-47, montante un castello stampato, si rivelò un fiasco visti i problemi di accoppiamento tra le parti macchinate (fresate) e quelle stampate. Così dopo pochissimo tempo i russi cominciarono la produzione di un castello in acciaio ricavato dal pieno, proprio per questo l'AK pesa 4,3 kg scarico, nonostante ciò la lamiera stampata tornò con l'introduzione dell'AKM, versione più diffusa di questa arma. Il castello è aperto superiormente, l'apertura viene chiusa da un elemento in lamiera stampata che contribuisce a contenere la molla di recupero del portaotturatore.

Calcio

Il calcio è solitamente realizzato in legno come l'astina guardamano e l'impugnatura, sono comunque ugualmente comuni versioni dotate di un calcio pieghevole a stampella (AKS) realizzato per saldatura di tubi di acciaio. Le finiture sono solitamente una brunitura chimica oppure una parkerizzazione[8] al biossido di manganese per le parti metalliche eccetto per l'otturatore che viene lucidato (negli AKM anche l'otturatore è parkerizzato). Le parti lignee invece sono verniciate, la presa di gas, la canna e tutte le parti a contatto coi gas sono cromate a spessore per aumentarne la resistenza in condizioni ostili e con munizionamento corrosivo.

Compensatore

L'AK-47 non ha compensatore. Sull'AKM è stato escogitato un sistema per compensare la tendenza dell'arma a impennare a destra in alto durante il fuoco automatico: la volata è stata tagliata nella sua parte superiore leggermente sulla destra. In questo modo i gas di sparo, uscendo, imprimono una spinta intesa a stabilizzare la direzione del fucile, contrastando l'impennamento. Volata del fucile d'assalto AKM. Si noti il freno di bocca obliquo a forma di "salame tagliato"

Lo spostamento è determinato dal fatto che il complesso otturatore-portaotturatore ha una massa molto rilevante ed è asimmetrico: il suo baricentro è spostato verso destra e quindi tende a spostare l'arma in questa direzione.

martedì 29 maggio 2012

Franchi SAS 12 ASG

Il mondo del softair ci offre ogni giorno delle novità, alcune passano in sordina mentre altre diventano dei classici, molte solo per amatori e potremmo dire che per quanto riguarda quelle che noi amiamo chiamare armi esitono le stesse identiche preferenze che per gli operatori reali li portano a scegliere un Colt piuttosto che un AK o un H&K fiuttosto che un FN ma c'è un tipo di arma molto divertente e sofisticata da usare che viene tenuta nei cassetti e nei dimenticatoi da sempre.

I Fucili a Pompa.
I fucili a pompa stanno all'assaltatore quanto un VSR sta ad un cecchino. I fucili a pompa infatti si muovono sulla stessa linea di utilizzo, ha le stesse probabilità di colpire ma spara in effetti tre colpi (di solito) anzichè uno. Beh posso dire con sicurezza che sono tra le armi più divertenti che ho provato ma anche, e sopratutto le più difficili da usare con efficacia. Ma allora perchè vengono usati così poco? Beh la risposta è semplice: caricatori da 30 pallini sparandone 3 alla volta contro un ragazzotto qualunque con un caricatore da 300 che ne spara 10 in 3 secondi circa, lo scontro sembra impari ma è proprio qui che entra in gioco l'abilità operativa, per me diciamo che non ci sono troppe differenze di utilizzo dal fucile d'assalto che uso di solito, ho utilizzato quasi da sempre infatti fucili molto precisi con roof parecchio reali e con caricatori con una capienza reale o come massimo da 100 colpi, quindi la tecnica è la stessa e sopratutto sta qui il punto di forza dei congegni a pompa... Sono precisi.

In questa recensione metterò a confronto 3 marche che ho avuto il piacere di provare nel corso dell'ultimo anno: Tanaka, ASG e Marui con effetti strabilianti.

TANAKA ovvero: non sempre il prezzo vale la qualità. Il tanaka che ho avuto l'estremo piacere di provare era un vero ariete, divertentissimo quanto reale, dieci cartucce, cinque pallini a cartuccia, ogni colpo spingeva fuori cinque pallini in una rosa di massimo 50/100 cm ad una distanza di 20 metri, vediamo però... Cosa c'è di strano sulla mia ultima affermazione? Avrete notato la quantità di pallini, la gittata e la precisione senza dubbio e questo può significare solo una cosa... Overjoule ossia pericoloso, non serviva certamente un cronografo per stabilirlo, era EVIDENTISSIMO. Il fucile però era di pesantissimo acciaio, legno di faggio perfetto, un vero fucile a pompa a gas, un gusto da usare ma con il difettaccio che ad ogni colpo una cartuccia vuota volava fuori e questo è un problema dato che una cartuccia esausta per un .12 vero costa circa 10 o 20 centesimi mentre per un tanaka 5.00 €, perderne un paio potrebbe essere un vero guaio... Poi insomma...E' a gas no? E vi immaginate ad andare in giro con serbatoi di gas (vanno nel calcio) abbastanza scomodi e chiaramente fragili? Per quanto lo schioppo fosse davvero bellissimo probabilmente lo potrete usare per delle gare di tiro, per tirare giù barattoli in giardino (bucandoli banda-banda) e per allenarvi nel CQB contro delle sagome perchè ve lo dico per esperienza... Fa fottutamente male...

ASG ovvero: uno strano low cost La ASG produce armi da softair con licenza ufficiale delle case di produzione reali, utilizza materiali spettacolari e le assembla in maniera impeccabile usando grassi e olii di prima qulità anche se utilizzando schemi di smontaggio un pò ostici ma non per questo mi sentirei di suggerire un elettrico di questa marca. Un Colt della ASG non si è dimostrato compatibile con caricatori Marui, D-Boys, Cyma, Star, tuttavia i loro prodotti ad aria compressa come ad esempio i cloni dei VSR e dei Franchi SAS e SPAS si adattano perfettamente a cartucce di tutte le marche... Oiboh. Per le mani mi capitò anni addietro lo SPAS-12 senza calcio e di recente il Franchi SAS 12. Il primo fu un pò deludente perchè aveva canne molto corte e quindi una precisione molto limtata, tuttavia il seguente tentativo si è rivelato divertentissimo... Il Franchi SAS 12. Il fucile di Resident Evil 2 per intenderci anche se in quel caso era il Benelli Super 90. Solido, robusto, colore un pò pessimo ma è stata la prima cosa che ho ridato ottenendo così un bel fucile nero opaco con grip di armamento e impugnatura gommata! Il primo test mi strappò dalla bocca questa afermazione:

-Ma che cazzo di merda è?-

I pallini facevano massimo dieci metri aprendosi come delle palline di polistirolo lanciate da un bambino con una precisione di messe in sagoma di 1 metro dal punto mirato... Porca zozza... Smonto, ingrasso, controllo il grasso, l'olio, pulisco tutto, tolgo la molla e metto una m90 per essere sicuri e mentre rimonto tutto cosa noto? La bustina dei pallini che utilizzavo (quelli inclusi nella confezione...) e cosa leggo? 0.12... ZERO DODICI? Ovvio che volavano così... Ok, rimonto tutto e ci riprovo con dei 0.25 Bio della XXXXX e il risultato fu sconcertante. Bellissimo. Tre pallini alla volta in sagoma di 1 metro da dieci metri, un bel risultato se lo analizziamo per quello che costa e la notevole qualità dei materiali.

MARUI: Come sbagliarsi? Sembra scontato dirlo ma la Marui si distingue sempre, nulla da dire sui materiali (anche se lo sportellino di carico magari sarebbe stato meglio metallico, cosa che nella ASG era di serie), nulla da dire sulla meccanica e nemmeno sul funzionamento, certamente il prezzo è di media più alto degli altri prodotti della serie ma è un sacrificio fattibile no? Non posso dire altro perchè i test sono stati davvero entusiasmanti e competeva testa a testa con l'ASG anche se certamente più maneggevole dato il calcio corto e la molla di armamento più docile, tuttavia sembravano due fratellini. Unica note di merito: Canne più corte ma stessa precisione delle lunghe della ASG e quindi una cura maggiore nella costruzione.


TECNICA E APPREZZAMENTO Se volete giocare con il fucile a pompa dovete ragionare come un assaltatore armato di tre VSR. Quindi movimenti rapidi, solo se necessari, tiri sicuri, solo se certi di colpire il bersaglio, grand emobilità e braccia forti, e si perchè svuotare in un unica azione di fuoco tutti e 30 pallini (10 ripetizioni) è davvero stancante e svuotare 4 cartucce mi son reso conto che comporta una buon esercizio! Quindi usciamo dall'ottica che si tratti di un fucile da bimbominchia, tutt'altro! Si tratta di un fucile eccezionale ma che necessità di grande abilità e che quindi pochi possono avere il lusso di usare e poi, scusate il francesismo ma c'è da dire che è una goduria abbattere un avversario con il classico TA-TLACK.... BOM!

Conclusioni:

TANAKA
Realismo: 10/10
Materiali: 10/10
Meccanica: 6/10
Affidabilità: 7/10
Utilità: 4/10
Battuta di rito: Meglio un lanciagranate a quel punto.

ASG
Realismo: 8/10
Materiali: 9/10
Meccanica: 9/10
Affidabilità: 9/10
Utilità: 8/10
Battuta di rito: WOW!

MARUI
Realismo: 8/10
Materiali: 9/10
Meccanica: 10/10
Affidabilità: 9/10
Utilità: 9/10
Battuta di rito: La scelta del professionista.

MESSA A PUNTO E' evidente che nel Marui malgrado sia usato non ho dovuto fare assolutamente nulla. Provato e aperto giusto per una pulitina era praticamente perfetto anche se mi prodigherò per una custom a livello di verniciatura. Il fucile della ASG invece come detto poco sopra ha subito qualche interventino. Per prima cosa la molla, malgrado il fucile sia dotato di 2 molle (una di ritenzione e una di fuoco vero e proprio) mi sono limitato a cambiare solo quella principale mettendoci una M90 per asg elettriche raggiungendo così al cronografo i 0.98 di media sui tre pallini anche se c'è da dire che non è facilissimo cronografare una cosa del genere. Un ingrassamento dell'asta di armamento che purtroppo è di plastica anche se impossibile da rompere in quanto scorre dentro una sede molto stretta che non permette giochi di sorta. Testa del pistone dedicata e pistone fisso mi lasciano un pò basito ma non smbra avere perdite, insomma è una specie di pompa di bicicletta ad alta resistenza, quelle che si usavano per le gare di mountain bike per capirsi... Quindi ho verniciato con una vernice Coyote brown a Ral molto alto il calcio e il corpo del fucile avendo cura di mascherare il finto vano di espulsione bossoli, una riattatina alle tacche di mira e voillà lo shotgun è finito.

mercoledì 9 maggio 2012

M60 MK 43

Quello che possiamo definire una pesante soddisfazione, un nome adatto.

M60 nella sua versione SEAL, corta, alleggerita e maneggevole, per quanto una mitragliatrice di quella stazza possa essere maneggevole. Avevo sempre desiderato possedere e provare una MG e alla fine per qualche ragione una per mano mi è capitata, uno scambio un pò negativo per me e alla fine eccomi consegnare per mano la scatola di questo mostro di metallo. La prima impressione è stupefacente. Grossa, robusta, pesante, senza traballamenti di sorta, massiccia, un vero cancello. Tutto il body è in metallo e solo il poggiaspalla e l'impugnatura è in solidissimo ABS opaco e ruvido quanto basta per non perdere il grip, tacche di mira in metallo (a differenza delle prime arrivate in italia che le avevano in plasticaccia) e un comodo caricatore laterale che perde un pò se paragonato a quello della Minimi, sorella minore delle MG di quella classe che con la sua posizione ventrale rivela una comodità di cambio notevole che invero l'M60 ha solo se si rifornisce il serbatoio dallo sportellino sotto il nastro di finte cartucce calibro 7,62 x 51 mm NATO.

Partiamo con le analisi di rito: Meccanica.
Una brava bambina. E' la prima cose che mi è uscita dalla bocca quando l'ho aperta, ben ingrassata, ben pulita, belle boccole, grasso mediocre, olio buono, dall'odore mi ricorda parecchio l'olio della Franchi fratello un pò minore di quello Beretta e sicuramente più economico, potrebbe essere però opera del precedente proprietario. Ma è il meno. Meccanicamente è una bella bestia dotata di sistema di ritenzione del pistone e anche se meno comodamente della minimi offre la possibilità di montare una molla in pochi attimi. Un Buon roof e una discreta capacità di pescaggio ne fanno una buona MG. Una nota di merito la spezziamo sul fatto che possiamo mettere la batteria nel calcio senza troppi problemi allegerendo così notevolmente il caricatore.

Ergonomia
Per quanto non si possa paragonare a fucili d'assalto l'M60 è un bestione di ben 7kg di metallo pesante che tuttavia si rivela più maneggevole del previsto, impugnata ci si rende conto che si tratta di un fucile istintivo, pratico e che a discapito della taglia ci si dimentica presto di quanto sia grosso a favore dell'ergonomia e del bilanciamento che pesa sul braccio impugnante e non su quello di sostengo, cosa che permette l'impugnatura alla "rambo" o alla più classica tattica se si desidera far le cose per bene.
Tenerla sollevata in posizione di tiro non è semplice senza un'ampia ottica a punto rosso come potrebbe essere una Elcan, le tacche di mira infatti, troppo alte e scomode per un tiro mirato vengono presto dimenticate per far fronte ad un tiro più rilassato e meno sostenuto. Un'ottica a punto rosso o comunque una Elcan farebbe al caso dell'utilizzatore più irriducibile limitandone così l'esaurimento fisico. Ho provato diversi tipi di posizione, imbracciata, trattenuta per l'apposita maniglia o dal cavalletto (alla tedesca) e per il maniglione e devo ammettere che la maniglia anteriore fa il porco suo lavoro sia per la posizione che per la comodità e ve lo dice uno che non è un erculeo maciste ma una persona del tutto normale. Ad ogni modo un test di fuoco da 40-30-20 e 10 metri mi ha strabiliato per la sua precisione, per la costanza di tiro e per la modesta velocità di fuoco anche se ho utilizzato una batteria un pò fiacca non esiterò a provarne una più violenta appena potrò. Alla fine direi che per quanto riguarda l'ergonomia è notevole e sta bene così alla fine. Vi lascio infine la videorecensione sperando che la troviate interessante.
DOTAZIONE:
MODELLO M60 MK43 SEAL TYPE A&K
VERSIONE III GENERAZIONE
MITRAGLIATRICE INTERAMENTE IN METALLO
GEAR BOX ED INGRANAGGI IN ACCIAIO
HOP UP REGOLABILE
LUNGHEZZA 94cm.
PESO 6,2 kg a vuoto
GITTATA DEL TIRO CIRCA 50-60mt.
MODALITA DI SPARO A RAFFICA PALLINI DA 6mm
DOTATA DI POTENZIOMETRO DEL ROOF
CARICATORE ELETTRICO DA 3500 COLPI ALIMENTATO DALLA STESSA BATTERIA DELLA MITRAGLIATRICE
TACCA DI MIRA POSTERIORE REGOLABILE
BIPIEDE ESTENDIBILE DA 24 A 34cm.

giovedì 3 maggio 2012

M14 Old Version

Dopo innumerevoli tentativi sono arrivato ad un risultato accettabile per quanto riguarda l'invecchiamento degli equipaggiamenti. Il primo a passarmi tra le mani è stato un M14 Wood&Metal version che a dirla tutta aveva bisogno di un certo Restyle da fare a fondo e con cura. La marca originale era Kart e devo dire con un certo piacere che di Kart forse sono rimasti solo i materiali del fucile e le scocche del Gear Box. Lo avevo preso usato e già in un post di qualche empo fa ne avevo narrato le traversie fino a che non mi è venuta in mente la follia dell'arma vissuta. Quindi eccomi qui: Il primo passo è stato quello di carteggiare interamente il calcio riportando a nudo il legno alla fine nemmeno tanto male come materiale anche se non regge ovviamente il confronto con la D Boys, il miglior legno finora visto per una replica. Una volta carteggiato a dovere ho steso la prima mano di Impregnante scuro e l'ho lasciato asciugare... Il risultato della prima mano fu un pochettino deludente dato che quel materiale sembrava assetato di tintura esaltando le venature del legno e rendendo uniforme ed omogeneo ed orribilmente chiaro il resto... non mi son perso d'animo e ho iniziato a maneggiarlo, ebbene si mentre era ancora fresco (4 ore di posa). A questo punto ho scurito i punti di usura dando un'occhiatina a delle foto d'epoca e restando stupito di come e perchè si sporcasse un fucile del genere. Olio, grasso e cera erano i materiali che ne compromettevano spesso la bella forma pulita e casta ma a me non serviva così. Gli M14 dalle foto di repertorio sembravano proprio non avere una brunitura massiccia nel periodo che andava fino al 1960 mentre dal 60 al 69 potevano addirittura sembrare pitturati! Poco male, un pò di studio e le versioni meno "old" svelavano i loro segreti rivelando dei punti di usura del tutto tipici.
Quindi con un pò di sana buona volontà (La Kart fa delle buone vernici, io sono stato davvero terribile e al primo restauro utilizzai una Ral tanto possente da essere la stessa che si utilizza per i veicoli e le attrezzature militari moderne)Iniziai a marcare i bordi del fucile ottenendo delle buone lumeggiatura ancora distanti però dal rislutato che volevo ottenere e che forse otterrò solamente con una VERA sabbiatura delle parti e l'utilizzo del Brunitore professionale. Ad ogni modo già a questo punto il fucile aveva un bell'aspetto Vintage. Il legno era pronto alla seconda tinteggiatura e prima di darla mi sono curato di "ingrassare" il legno con del lucido da scarpe e del grasso di foca, una mistura disumana lo so ma faceva davvero al caso mio, pulito il tutto gli passo la seconda mano di impregnante e ottengo un bell'aspetto usurato, proprio quello che volevo. Mentre si asciugava tuttavia mi dedico ad altro, torno sul metallo del corpo fucile iniziando a logorare le zone piatte più ampie. La parte più arretrata del bodi, il castello di mira, il coperchio dell'otturatore e la canna iniziano a consumarsi in modo naturale grazie ad una tecnica abbastanza strana spiegatami da un "invecchiatore" di mobili. Insomma lo tratto bene ma con materiali violenti come la carta vetrata, infoderandolo e pulendolo anzichè con panni morbidi con lana di ferro in modo da consumarlo solo dove sfregasse di più e a quel punto l'effetto era davvero notevole e apprezzabile ma ancora insufficiente... Il risultato finale, dopo innumerevoli passate di impregnante e ritocchini è apprezzabile ma non esattamente veritiero. A breve sabbierò il fucile (le parti metalliche) e le brunirò chimicamente (non ad olio) per mantenere un'aspetto usato/metallico. L'idea finale sarebbe quella di replicare un raro esempio di M14 con calcio pieghevole di cui posto la foto.
Oppure questa versione:

giovedì 8 settembre 2011

M4 Cotest

Non so se avere di nuovo tra le mani un serie Colt mi faccia sentire regredito oppure se sentire quella deliziosa aria familiare che si ha anche quando si sale sulla propria vecchia bicicletta.

Insomma per le mani mi è tornato un mio grande classico, dopotutto son partito con un M16 e devo dire che l'impressione è stata ottima abituato come ero con l'AK e l'M 14. Innanzitutto complimentoni al precedente proprietario che lo ha coccolato come un figlio e ben tenuto. Insomma in mano mi trovo un D-Boys ultima generazione con un body metallico da far invidia a un fucile vero, pello solido, pesante, massiccio, intonso a parte la simpatica aria usurata di un fucile vissuto. Insomma un acquisto eccezionale se non fosse che il Ris balla un pò, ma quello è un problema dei D boys che per qualche motivo non sono ancora riusciti ad evitare ma correggibile semplicemente applicando delle guarnizioni di teflon. Il resto è ottimo.


Analizziamo:

FUCILE VERO
L'M4 è un fucile d'assalto derivato del fucile d'assalto americano M16, che lo sta sostituendo come fucile in dotazione. È considerato la diretta evoluzione della carabina XM177 calibro 5.56mm utilizzato dai militari americani in Vietnam.

Monta con cartucce da 5,56 x 45, sia FMJ che JHP. È stato riscontrato un surriscaldamento della canna se l'arma viene usata a lungo in modalità raffica, con alcuni casi di fessurazione longitudinale o addirittura di scoppio della stessa. L'inconveniente è stato ovviato con nuovi trattamenti termici.

L'arma venne presentata alla fiera delle armi da difesa di Abu Dhabi nel 1994, come modifica della M16A2 Carbine M723, che aveva la canna da 14.5" più sottile. Allo sviluppo dell'M4 ha contribuito grandemente l'esperienza delle Forze Speciali dell'Esercito degli Stati Uniti (i cosiddetti Green Beret), desiderosi di avere con se un'arma più leggera e maneggevole degli M16A1 ed A2 standard. Il profilo delle missioni delle Forze Speciali prevede spessissimo che l'operatore agisca per lunghi periodi a piedi e portando con se il massimo carico possibile per assicurare una lunga autonomia di combattimento e sopravvivenza dietro le linee nemiche. Il peso dell'M4 è poco superiore alla metà di un M16A2: la differenza permette di portare ad un soldato, a parità di carico, più acqua, più munizioni, più equipaggiamento senza per questo rinunciare alla potenza di fuoco di un fucile d'assalto.



IL NOSTRO
Comodo. Non pratico nel puntamento come l'AK 47/74 ma al contempo più maneggevole e quindi nulla da dire se non comodo, la versione ris in questo caso monta una maniglia sottocanna per facilitarne l'utilizzo che presto cambierò con una low profile o addirittura una abbattibile. La mira è istintiva ma essendo molto "avanzata" o meglio, con le tacche di mira molto distanti tra loro risulta più faticosa da tenere, prendere e nel puntamento veloce, tuttavia non sembra diventare un grande problema se equipaggiato con un olografico o red dot classico. Io impugno il fucile con la sinistra e il modello che ho provato montava un'impugnatura ergonomica da destrimano che ne rende un pò difficile lo switch del selettore di fuoco che comunque è morbido (forse troppo) e leggero. A differenza del mio solito fucile d'assalto l'M4 è comodo da imbracciare e a nulla è valso montare un MOE stock sull'AK, il body squadrato e la forma peculiare non ne permettono una comodità di imbraccio e leggerezza che invece può vantare il Colt. (Ma questo non basta a farmi preferire l'M4).

DETTAGLIO

Gusci GB aim reinforced, ingranaggi hi speed AIM, gruppo aria completo SNIPER MK in blocco unico per canne superiori a 36cm, pistone element trasparente, testa pistone SNIPER MK acciaio, spingipallino e asta spingipallino in policarbonato AIM, cablaggio a bassa resistenza, spessoramento, canna di precisione 36 cm madbull, gruppo hop up vfc pro trasparente, guidamolla cuscinettato in acciaio, molla guarder 0.90, boccole cuscinettate 8mm della modify, grip sniper, silenziatore SNIPER MK PRO.

Un voto globale per come l'ho trovato direi 9. Eccezionale anche se con un hop up un pò "stanco" forse per la lunga inattività a cui è stato forzato, ma non è un male, basta cambiarlo.

CONCLUSIONI

M4 VS AK 74/47. Lo scontro del secolo nella vita reale lo decide il ruolo che ricopre l'operatore che lo utilizza, nel softair il discorso è più articolato. Innanzitutto la comodità. L'M4 è certamente più comodo, leggero e maneggevole ma se si usano le tacche di mira (che pochi usano)la pratica di fuoco può essere imabarazzante se paragonata con quella dell AK. Poi è sicuramente trasportabile ma necessità di alcune accortezze per essere caricato, deve ad esempio essere abbassato per un operazione agevole e non esistono pratiche di fast reloaded (almeno a mio avviso) che lo mantengano in puntamento ne di pistol switch se usate questi simpatici aggeggi. Ora certamente molti di voi storceranno il naso perchè online avranno visto cristi e madonne che ricaricano sgangiando, sganciano ricaricando, ricaricano ricaricando facendo salti all'indietro di almeno sei metri. Dunque cito che sono entrambi ottimi fucili customizzabili alla nausea ma prima di dire questo è meglio di quello è necessario provarlo e sentirlo proprio, quindi BANDO a quei cretini che reputano tutte le ASG uguali, ogniuna ha doti di manegevolezza, brandibilità e comodità molto differenti (per non parlare poi dei caricatori).

mercoledì 13 luglio 2011

MAC11



La Mac 11 erroneamente chiamata molto spezzo Uzi o mini Uzi o ancora micro Uzi è una delle migliori armi mai ideate. La Ingram MAC-11.380 A1 (Military Armament Corporation - Model 11 .380 ACP Advancement 1 o M11A1) è una pistola mitragliatrice moderna.

Progettata da Gordon Ingram del Military Armament Corporation (MAC) nel 1971, è una versione compatta della Model 10 (Ingram MAC-10) ed è concettualmente simile alla Mini Uzi israeliana. Le dimensioni ridotte di quest'arma la rendono molto maneggevole, è anche da notare il calcio allungabile e smontabile facilmente e la facilitá nel ricaricare l'arma. una delle sue caratteristiche più evidenti è una cadenza di fuoco elevatissima, di ben 1250 colpi al minuto (un normale fucile automatico moderno spara 650 colpi al minuto). La MAC-11A1 è da considerarsi devastante a distanze ravvicinate. La sua cadenza di fuoco troppo elevata può diventare un problema di surriscaldamento della canna dell'Ingram M11A1 quando spara raffiche troppo prolungate, visto che la M11 è anche sprovvista di rompifiamma; inoltre perde precisione oltre 30 metri (i proiettili non arrivano oltre i 160 essendo un'arma a corto raggio).

Con una raffica continuata, visto la sua cadenza di fuoco, il caricatore da 16 cartucce della MAC-11 dura solo 0,80 secondi e quello da 32 dura 1,6 secondi circa.

Il modello da softair invece dimostra appieno le sue qualità tecniche e una grande progettazione e manifattura. Innanzitutto c'è da dire che quella in video è una base KWC su cui sono intervenuto per ottimizzarne la meccanica con la sostituzione di alcuni elementi. Tuttavia non posso che sbrodolare di lodi questo modello avendolo usato più volte in campo e averne notato l'affidabilità, il rateo pazzesco e il grande impatto visivo che ha sulla gente. Insomma un'acquisto impeccabile che con le dovute modifiche (come accennato dal video) diverrà presto la vostra inseparabile compagna.